L’arte dell’amicizia

Amicizia ed arte sono le protagoniste de “L’arte dell’amicizia”di Cristina Petit edito da Artebambini.

Il piccolo Rolando si presenta e presenta la sua più cara amica, Penelope. Insieme creano, giocano e, come dice la maestra, sono dei grandi artisti.


Un giorno Rolando va al Museo d’arte contemporanea con il nonno, il quale dà al nipote un consiglio: “Abbandonati Rolando… Lascia che gli occhi vedano quello che sente il cuore.”

Anche se il bambino non ha ben chiaro cosa voglia dire il nonno, si mette a guardare attentamente i quadri e… Wow!

Rolando vive un’esperienza bellissima, tanto che l’indomani consiglia alla sua amica Penelope di andare al Museo e di lasciare che “gli occhi vedano quello che sente il cuore”. Così, Penelope va al Museo con la nonna ed anche per lei è una grande emozione.

Il giorno successivo, i due bambini si confrontano. Entrambi, ci dice il testo, hanno provato gioia, tristezza, ma le immagini ci raccontano qualcosa in più. Le opere per cui hanno provato una certa emozione non sono le stesse, bensì diverse. I due bambini sono contenti dell’esperienza e delle emozioni condivisi, dopotutto sono amici del cuore.

Rolando e Penelope ci aiutano a capire due cose.
La prima è che l’amicizia nasce ed è forte nelle differenze. Le relazioni con chi ha gusti differenti ci arricchiscono, spesso anche inconsapevolmente.
La seconda è che l’arte, se osservata con gli occhi ed il cuore, comunica in modo diverso a ciascun osservatore. Possiamo instaurare con le opere d’arte contemporanea una relazione unica se ci avviciniamo ad essa liberi da preconcetti e pregiudizi. Se dialoghiamo con sincerità ed attenzione, pronti a ricevere, l’opera ci parlerà.
Noi siamo esseri unici, con una storia e vissuti solo nostri, ciò ci rende più sensibili o meno alle opere ed agli artisti che incontriamo nelle sale di un museo.

Il racconto è semplice, così come le illustrazioni che lo accompagnano. Semplici linee danno vita ai personaggi. Nelle pagine dedicate al museo, le opere diventano protagoniste, regalando anche a noi la sensazione di camminare tra le sue sale.
Parole ed immagini si completano perfettamente in questo albo dove le une senza le altre non avrebbero pienamente senso. Le immagini, infatti, ci rendono esplicito ciò che il testo non dice.

Un bellissimo libro.

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