Una tigre all’ora del té

In un tranquillo pomeriggio a casa, una mamma e una bambina, Sophie, sono pronte a deliziare il palato con del tè e qualche dolcetto.

All’improvviso suona il campanello, chi mai sarà? Sophie curiosa va ad aprire la porta e.. ecco lì una tigre. “Chiedo scusa. Ho un certo appetito: posso prendere il tè con voi?” domanda. Mamma e Sophie fanno quindi accomodare al tavolo la grande, grossa e pelosa ospite che subito beve e mangia tutto.

Ancora affamata e assetata, la tigre beve e mangia tutta, ma proprio tutta, la dispensa della casa di Sophie e, dopo aver ringraziato molto educatamente, se ne va.

Mamma e Sophie si chiedono “e ora cosa mangeremo questa sera?”. Sarà il papà, una volta rientrato a casa, a trovare la soluzione: andare fuori a cena. 


Questa è la trama di Una tigre all’ora del di Judith Kerr, un grande classico della letteratura per l’infanzia britannica. Il libro uscì per la prima volta nel Regno Unito nel 1969 con il titolo originale The Tiger who came to tea. Il libro è arrivato in Italia, purtroppo (come spesso accade) solo nel 2016, grazie alla casa editrice Mondadori (disponibile dal 2018 anche nella collana economica OSCAR MINI).

Judith Kerr è un’autrice ed illustratrice tedesca, naturalizzata britannica, di grande importanza nella letteratura rivolta all’infanzia in territorio british. Un libro che assolutamente non può mancare nella libreria dei più piccoli.The Tiger who came to tea ha preso vita pian piano dalle storie che la Kerr raccontava alla figlia bambina e proprio questa con protagonista una tigre era la sua preferita.

La storia è un insieme di elementi reali, una mamma, una figlia, l’ora del tè, che si fondono con l’ irrealtà di una grande e grossa tigre che educatamente chiede di poter partecipare al tè pomeridiano. Tutto questo ci porta in un mondo a metà tra il quotidiano e il fantastico. Un mondo in cui in una giornata tranquilla ed incredibilmente normale qualcosa di straordinario può succedere. L’autrice vorrà forse dirci che con fantasia ed immaginazione è possibile rompere la quotidianità? 

Ma la tigre che arriva nella casa di Sophie, può raccontare anche di diversità e accoglienza, riconducendoci all’esperienza vissuta in prima persona dall’autrice dovuta scappare da bambina dalla Germania nazista in quanto ebrea. 

I messaggi non sono finiti. Un libro, infatti, raccoglie dentro di sé diverse sfumature, siamo noi lettori che dobbiamo coglierle ed interpretarle. Il papà che davanti alla disperazione di mamma e  bambina trova subito una soluzione, trasformando un problema in un qualcosa di piacevole e divertente vuole forse dirci che ad ogni problema corrisponde una soluzione?

Le illustrazioni sono semplicemente meravigliose. Judith Kerr presenta in pagine bianche pochi elementi andando così a completare il testo e focalizzando la nostra attenzione sui singoli dettagli. Volti gentili e puliti caratterizzano i personaggi, tanto la mamma, la bambina e il papà quanto la tigre che risulta estremamente umanizzata. 

Che questo albo illustrato sia un capolavoro lo dimostra il fatto che ancora oggi, dopo ormai più di cinquant’anni, è in grado di coinvolgere grandi e piccini.

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