I cinque malfatti

Iniziamo il 2021 parlando di un albo illustrato di un’illustratrice che adoro:
I cinque malfatti di Beatrice Alemagna (Topipittori, 2014) .

Cinque malfatti vivono tutti insieme, ognuno con il proprio difetto: uno è bucato, uno è piegato in due, uno è molle, uno è capovolto ed infine uno è completamente sbagliato. Così tutti insieme passano le giornate senza far nulla perché non riescono mai a combinare un granché. Discutere su chi sia il più malfatto è il loro divertimento. Ma all’improvviso un giorno, arriva un tipo perfetto, anzi perfettissimo e bellissimo e chiede ai cinque malfatti che cosa facciano tutto il giorno. Ovviamente la loro risposta non può che essere “Boh, niente. Sbagliamo tutto”. Il perfetto, contrariato, pensa sia giunto il momento di trovare un’idea, una soluzione per questi cinque malcapitati. Ma le idee e le soluzioni passano attraverso quello bucato, si perdono nelle pieghe del piegato, sono deboli e molli nel molle, sono capovolte nel capovolto e sono tutte errate nello sbagliato. “Allora non servite proprio a niente” esclama il perfetto. Ma a questa frase i cinque malfatti cominciano a trovare in ognuno di loro una piccola qualità: il bucato non si arrabbia mai perché la rabbia lo attraversa, il piegato conserva mille ricordi, il molle cade nel sonno, il capovolto può vedere cose che altri non vedono, lo sbagliato si accontenta delle piccole cose che riesce a fare. Tutti felici i cinque malfatti vanno via insieme, mentre lì seduto, tutto solo come un perfetto stupido, rimane proprio il perfetto.

Un albo illustrato che mi ha fatto innamorare alla prima lettura. Forse perché mi sento spesso una di loro, una malfatta, “non riuscivano a concludere niente nella vita né avevano voglia di fare granché…” Però poi quando incontrano il perfetto, lo straordinario scoprono che qualcosa la sanno fare, tutti una cosa diversa e così “dandosi pacche sulle spalle se ne andarono, più contenti che mai. Mentre il perfetto restò lì, solo, a bocca aperta. Come un vero, perfetto stupido.”
Perché in fondo è questo il bello, siamo tutti diversi, ognuno con il proprio carattere e le proprie qualità. Abbiamo tutti tempi diversi per crescere, capire, scoprire e fare. Non ci sono schemi, stereotipi da seguire.
Un libro da leggere e rileggere perché attraverso una storia semplice, ma diretta, lancia ai bambini, ma direi assolutamente anche agli adulti (anzi forse spesso ne abbiamo più bisogno noi), un messaggio forte: ognuno di noi è perfetto così com’è e quelli che spesso consideriamo i nostri difetti non lo sono affatto, al contrario possono essere punti di forza.

Le illustrazioni sono meravigliose, ma non potevano essere altrimenti visto il nome della loro creatrice, Beatrice Alemagna appunto. Immagini e testo sono equilibrati, così come gli spazi vuoti e i pieni. I colori scelti sono uniformi nell’insieme, solo qua e là nei giusti punti vengono accesi.
Il mondo rappresentato dall’autrice è surreale: i personaggi non sono né uomini né animali, ma esseri strambi e distorti che mostrano la varietà e la ricchezza della diversità in modo chiaro e pulito, il tutto accompagnato da un aspetto ironico e divertente.

Un libro che davvero consiglio. Un super capolavoro!

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