La bambina e il lupo

L’estate scorsa ho seguito un interessantissimo corso sulle illustrazioni ed i libri per l’infanzia tenuto dall’Accademia Drosselmaier di Bologna.
Inutile dire che è stato un viaggio emozionante e ricco di scoperte e conoscenza.
Due delle lezioni sono state dedicate a Cappuccetto Rosso e alle mille illustrazioni che accompagnano questa antica storia. Cappuccetto Rosso è una fiaba che ha conosciuto diverse versioni nel corso dei secoli: da quella di Perrault a quella dei fratelli Grimm, alla rivisitazione di Bruno Munari fino a quelle ambientate in città moderne.
Una versione poco conosciuta ai giorni nostri, ma in realtà antichissima, è la versione raccontata in

“La bambina e il lupo” di Chiara Carrer (Topipittori 2005)

Un bambina va dalla nonna per portare pane e latte. Ma la nonna è stata mangiata dal lupo, non tutta però. Perché il lupo ne ha lasciato qualche pezzo nella credenza. Pezzi che cercherà invano di far mangiare alla bambina, prima di invitarla con lui nel letto. Ma prima che qualcosa di brutto possa succedere, la bambina escogita un piano per fuggire. Con la scusa della pipì esce dalla casa, si libera del filo di lana con cui il lupo l’ha legata e scappa.

Una versione dura e cruda, che ha origine dai testi dello scrittore folklorista francese Paul Delarue, il quale ha trascritto un racconto campestre ben più antico della versione conosciuta di Charles Perrault.
Una versione in cui la bambina non è succube del lupo o in cui non ha bisogno di un uomo, il cacciatore, per essere salvata.

La bambina protagonista di questa storia è una bambina qualsiasi, priva di qualsiasi identificazione, il cappuccio rosso verrà introdotto, infatti, solo successivamente da Perrault.

Una bambina curiosa, coraggiosa ed astuta.
Il lupo è una figura malvagia e meschina, dal fare diabolico.
Tutto questo è ben rappresentato dalle illustrazioni e dai colori scelti da Chiara Carrer. Il bianco panna della bambina, il rosso e il nero del lupo e delle ambientazioni rendono perfettamente l’atmosfera della fiaba. I tratti semplici, elementari della composizione delle immagini restituiscono il senso di angoscia e durezza di questa storia.

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